Per molti il legame tra Venezia e il Giappone si ferma a Marco Polo. In realtà ce n'è uno più sorprendente, e ha a che fare con le religioni.
Cipango, il Giappone del Milione
Nel Milione Marco Polo parla di «Cipangu», un'isola lontana ricchissima d'oro. Non c'è mai stato, ne riporta soltanto voci raccolte in Cina, ma quella pagina contribuì per secoli a far sognare l'Europa e, secondo molti storici, ispirò perfino i navigatori dell'età delle scoperte.
Quattro ragazzi in viaggio
Nel 1582 partirono da Nagasaki quattro giovani giapponesi, cristiani e allievi dei gesuiti, inviati da signori feudali cristiani del Kyūshū: è la cosiddetta ambasceria Tenshō. Dopo un viaggio di anni raggiunsero l'Europa, furono ricevuti dal papa a Roma e, nell'estate del 1585, arrivarono a Venezia.
La Repubblica li accolse con grandi onori: furono ricevuti dal Doge e dal Senato e visitarono la città. A uno di loro, Itō Mancio, Domenico Tintoretto dedicò un ritratto che si può ancora vedere in Italia.
Perché ci riguarda
Questa storia mette insieme due mondi: la Venezia delle rotte commerciali e della diplomazia, e il Giappone dei primi cristiani e di un incontro con l'Europa poi drammaticamente interrotto. È un esempio perfetto di come le religioni siano state, nella storia, anche veicolo di viaggi, di diplomazia e di scambio culturale.
Nel tour Venezia tra Oriente e Occidente seguiamo proprio questi fili: dai mosaici bizantini ai mercanti ottomani, fino ai giovani giapponesi del 1585.